1. Valutare la qualità reale dei servizi sanitari
Affiancare agli indicatori amministrativi una valutazione trasparente dei risultati ottenuti dalle strutture: tempi di accesso alle cure, appropriatezza delle prestazioni, continuità assistenziale, qualità percepita dai cittadini e capacità di raggiungere gli obiettivi assegnati.
La valutazione deve servire a migliorare i servizi, non semplicemente a produrre nuove procedure burocratiche.
2. Carriere e responsabilità fondate anche sul merito
Valorizzare maggiormente competenze, formazione, capacità professionale, risultati e responsabilità nella progressione delle carriere sanitarie.
L’esperienza resta importante, ma non può essere l’unico criterio. Chi dimostra capacità , aggiornamento professionale e qualità nel proprio lavoro deve poter vedere riconosciuto il proprio contributo.
3. Liste d’attesa realmente trasparenti
Rendere facilmente conoscibili ai cittadini i tempi effettivi di attesa delle principali prestazioni e individuare con chiarezza le responsabilità organizzative quando gli obiettivi non vengono rispettati.
Le strutture che riescono a ridurre stabilmente i tempi di attesa senza diminuire la qualità delle prestazioni devono essere valorizzate e le loro soluzioni organizzative devono poter diventare modelli replicabili.
4. Premiare l’organizzazione che porta le cure più vicino alle persone
Rafforzare medicina territoriale, prevenzione, assistenza domiciliare e coordinamento tra medici, specialisti, ospedali e servizi sociali.
L’obiettivo deve essere curare il cittadino nel luogo più appropriato, evitando quando possibile accessi impropri agli ospedali e premiando le organizzazioni capaci di garantire continuità assistenziale.